Come gestire la rabbia.La rabbia è una delle emozioni primarie è innata e si manifesta fin da subito, è facile notare bambini di qualche mese lanciare oggetti, urlare, dimenarsi perché non desiderano stare seduti o non vogliono mangiare o vestirsi o altro, il loro comportamento è il mezzo attraverso il quale esprimono la loro rabbia, disapprovazione. Si tratta di un’emozione importante anche se gode di “brutta fama”, spesso è associata all’aggressività e alla violenza. E’ un’emozione che deriva dall’istinto di difendersi e ha una funzione adattiva (serve sia per difendersi sia per attivare l’energia necessaria per trovare nuove soluzioni per superare gli ostacoli), coinvolge tutto l’organismo provocando cambiamenti sia nel corpo: rossore, tensione muscolare, calore ecc. sia nella mente modificando lo stato d’animo e i pensieri.
I motivi per arrabbiarsi sono molteplici: quando pensiamo di aver subito un torto o un danno, quando ci sentiamo costretti in una situazione, quando ci mancano di rispetto ecc., in tutte queste situazioni spesso si desidera trovare un “responsabile” e se non lo si trova la rabbia viene rivolta verso se stessi. Questo meccanismo serve per rivolgere la rabbia verso qualcuno o qualcosa, arrivando purtroppo anche alle situazioni limite in cui vengono rotti oggetti o lanciati contro qualcuno. In questi casi estremi, si parla di rabbia disadattiva perché dannosa per sé e per gli altri. Quando ci si arrabbia ci si confronta con la realtà, si nota e si fa i conti tra la realtà che desideravamo e quella che invece si presenta ( esempio: pensavo che i miei colleghi mi avrebbero sostenuto ed invece mi hanno girato le spalle).
Un aiuto può essere, pensare alla rabbia come segnale d’allarme che ci avvisa che qualche nostro bisogno non è stato soddisfatto o sufficientemente preso in considerazione, così facendo sarà possibile rimanere connessi con se stessi e con gli altri, cercando di comprendere quale bisogno non è stato considerato e attuare azioni, pensieri o altro per soddisfarlo. La rabbia non va repressa ma neanche agita, meglio convogliare le forze per trovare alternative che soddisfino ciò di cui abbiamo bisogno.
Come gestire la rabbia? Cosa fare per gestirla positivamente?
Alcuni spunti:
- quando è possibile prendere del tempo per calmarsi, uscire dalla stanza, non rispondere subito alle email tergiversare…
- Ascoltare il proprio respiro ed espirare lentamente.
- Verbalizzare che si è arrabbiati.
- Spostare l’attenzione per qualche secondo notando e contando gli oggetti che abbiamo intorno.
- Abituarsi a prendere in considerazione i primi segnali di allarme che ci indicano che ci stiamo arrabbiando per individuare quali bisogni personali dobbiamo ascoltare.
- Cercare di avere chiarezza su ciò che ha stimolato la nostra rabbia senza aggiungere giudizi.
- Notare quale pensiero stia alimentando la rabbia, quale aspettativa è stata delusa.
- Prova a chiederti posso cambiare qualcosa in questa situazione? SI fallo!! No accetta la realtà.
- Puoi scegliere di agire la rabbia (imprecando rompendo oggetti ecc.) oppure a trosformarla in qualcosa di utile per Te.
- Trovare i vantaggi connessi che possono derivare da una buona gestione o trasformazione della propria rabbia.
Come sempre non esistono formule magiche ma spunti che ognuno deciderà quando e quanto poterli sperimentare.
Quando la rabbia diventa eccessiva (disadattiva) e intralcia la vita e le relazioni con gli altri può essere utile consultarsi con un/una psicoterapeuta per comprendere qualcosa di più di se stessi della propria storia e di cosa porta ad agire la rabbia piuttosto che trasformarla in qualcosa di utile.
E’ importante trovare una soluzione quando si prova questa emozione per non sentirsi bloccati soffrendo così di frustrazione e impotenza.